LA MANCATA INTRODUZIONE DELLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE
L’Editore delle opere di Maria Valtorta ha sempre ritenuto che non gli appartenesse il compito di occuparsi della promozione della causa di beatificazione della scrittrice mistica, pur essendone più volte sollecitato da lettori di ogni parte del mondo.
Più opportunamente la stessa richiesta veniva spesso rivolta ai frati Servi di Maria, che a Firenze custodiscono la tomba della Valtorta nel complesso monumentale del Santuario della Ss. Annunziata. Maturava così una loro decisione, che veniva notificata al Priore provinciale, il padre Antonio M. Pacini, con la seguente lettera dell’8 novembre 2000:
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È con religiosa trepidazione che la comunità di noi frati della SS.ma Annunziata di Firenze ha maturato la volontà di interrogarsi, in sede capitolare, sull’opportunità o meno di presentare a te Priore provinciale e, tramite te, alla competente Autorità, la richiesta di iniziare il processo canonico per la glorificazione di Maria Valtorta. |
Il Priore provinciale, a seguito della lettera che aveva ricevuto, non tardava a mettersi in contatto con il Postulatore generale dell’Ordine dei Servi di Maria, padre Tito M. Sartori, che da Roma mandava l’elenco delle cose da farsi aggiungendo spiegazioni sull’iter burocratico. Detto in sintesi:
1. Lettera ufficiale che conferisce l’incarico al Postulatore.
2. Richiesta da inoltrare al Vescovo competente (che nel caso della Valtorta è il Vescovo della diocesi di Lucca) corredata della domanda del Postulatore, di una scheda biografica della Valtorta e della lista dei testimoni.
3. Se il Vescovo accoglie la richiesta, interpellerà gli altri Vescovi della Regione e, se anche questi daranno il loro assenso, chiederà il nulla osta della Congregazione per le Cause dei Santi, che a sua volta consulterà tutte le altre Congregazioni, in particolare (soprattutto per il caso della Valtorta) la Congregazione per la Dottrina della Fede.
4. Ottenuto il nulla osta, il Vescovo potrà decretare l’apertura del processo, nominando i membri del Tribunale e fissando la prima sessione processuale, che è pubblica.
Il Postulatore si riservava di dare altre istruzioni, ritenute premature per il momento, e intanto chiedeva che qualcuno gli fornisse una lista di testimoni, cioè di persone che avevano avuto contatti diretti o indiretti con Maria Valtorta. Provvedeva a ciò l’editore Emilio Pisani, che riusciva a rintracciare 22 di tali testimoni (pur essendo trascorsi 40 anni dalla morte della Valtorta) e di ciascuno di loro compilava una breve scheda, completa di indirizzo e numero telefonico.
Il 20 aprile 2001, venerdì, l’arcivescovo di Lucca mons. Bruno Tommasi riceveva P. Sartori (Postulatore generale dei Servi di Maria), P. Pacini (Priore provinciale) e P. Alessandrini (della Comunità fiorentina della Ss. Annunziata). Prendeva atto della loro richiesta, ma sollevava la difficoltà di non avere personale preparato per le procedure di una causa di beatificazione. E il 12 maggio indirizzava a P. Sartori la seguente lettera di rinuncia:
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Molto Rev.do Padre,
Cordialmente la saluto |
Ed ecco il testo della “lettera allegata”:
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Eccellenza Reverendissima, Lucca, 8 Maggio 2001 Sac. Giovanni Nanni, Vic. Giudiziale |
Il Postulatore volle far notare che non al Vescovo rinunziante spetta trasferire la giurisdizione, ma alla competente Congregazione, che prende atto della sua rinuncia e trasferisce la facoltà ad un altro Vescovo. Pertanto, nel rispetto delle regole, egli attese che la designazione venisse dalla Congregazione per le Cause dei Santi, cui aveva mandato un esposto. Solo allora inoltrò la domanda all’Arcivescovo di Firenze, che gli rispose in data 3 ottobre 2002:
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Reverendissimo Padre, |
Dunque non se ne parla, “almeno per il momento”. L’ora del discernimento sulla base di un sereno esame degli Scritti – unici testimoni della santità di Maria Valtorta – non è ancora arrivata.





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